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In questo appuntamento analizziamo le due principali strutture delle fibre e la matematica che sta alla base della maglia.
Fibre a bava corta (Staple) vs. Filamento continuo: La storia in breve
Pensate alle fibre come ai mattoncini che compongono un filato. A seconda di come vengono raccolte o prodotte, rientrano in due categorie distinte:

1. Fibre a bava corta o discontinue (La storia “breve”)
Le fibre a bava corta sono segmenti di materiale ridotti e discreti, solitamente misurati in pollici. Le fibre naturali come il cotone e la lana sono sempre fibre discontinue.
- Il processo: Questi piccoli segmenti vengono attorcigliati insieme (filati) per creare un filo continuo.
- La sensazione al tatto: A causa dei milioni di piccole estremità che sporgono dalla torsione, le fibre discontinue risultano morbide e “pelose”.
- Il compromesso: Sebbene siano eccellenti per il comfort e l’assorbimento del sudore, quelle minuscole estremità possono spezzarsi, causando il rilascio di pelucchi. Se lavorate in una cabina di verniciatura o in una camera bianca, le fibre discontinue sono solitamente da evitare.
2. Fibre a filamento continuo (Il filo senza fine)
Le fibre a filamento sono fili continui di lunghezza indefinita. La maggior parte dei materiali sintetici, come il nylon, il poliestere e il polietilene ad alte prestazioni HPPE (come il Dyneema®), nascono sotto forma di filamenti.
- Il processo: Vengono estrusi attraverso una filiera, ottenendo un filo lungo e liscio.
- I vantaggi: Poiché non ci sono “estremità” che possono sfilacciarsi o staccarsi, i filati di filamento sono incredibilmente resistenti e praticamente privi di pelucchi.
- Filamenti speciali: Nei guanti resistenti al taglio, vediamo spesso filamenti di fibra di vetro o di acciaio inossidabile “rivestiti” all’interno di altri filati per fornire un’anima strutturale di protezione.
| Caratteristica | Fibre a bava corta (Staple) | Filamento continuo |
| Esempi comuni | Cotone, Lana, Filato riciclato | Nylon, HPPE, Vetro, Acciaio |
| Consistenza | Morbida, opaca, pelosa | Liscia, lucida, uniforme |
| Livello di pelucchi | Più elevato (tendenza a perdere pelucchi) | Molto basso (ideale per camere bianche) |
| Durabilità | Moderata | Elevata |
Capire la Finezza (Gauge): La densità della protezione
Una volta scelta la fibra, questa viene inserita in una macchina da maglieria. È qui che entra in gioco la Finezza (Gauge). Nel mondo tessile, la finezza indica il numero di aghi utilizzati per pollice di tessuto.
La regola empirica: Più alto è il numero di gauge, più il guanto sarà sottile e flessibile.
Lo spettro delle prestazioni
- Gauge 7 (Uso gravoso): Si tratta di maglie spesse e massicce. Con solo 7 aghi per pollice, il filato utilizzato è molto spesso. Offrono un’eccellente ammortizzazione e resistenza al calore, ma una precisione pari a zero.
- Gauge 13 (Lo standard): Questo è il “compromesso ideale” per i lavori di tipo generale. Offre un perfetto equilibrio tra durata e destrezza sufficiente per raccogliere un bullone o avvitare un piccolo dado.
- Da Gauge 18 a 21 (Ultra-leggero): Questa è l’avanguardia tecnologica dei guanti. Questi guanti sono incredibilmente sottili, quasi come una seconda pelle. Consentono una “micro-destrezza”, come la manipolazione di minuscoli componenti elettronici o la ricerca di imperfezioni su una superficie, offrendo al contempo un’elevata protezione dal taglio grazie alle moderne anime in filamento.
Perché è importante?
Scegliere un guanto in nylon a filamento continuo di finezza 21 offre un livello di sensibilità tattile preciso e zero pelucchi, ideale per l’assemblaggio di componenti elettronici. Al contrario, un guanto in cotone a bava corta di finezza 7 rappresenta una scelta economica e traspirante per la movimentazione pesante di legname, dove la sensibilità non è la priorità.
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